Il mio progetto di volontariato ESC a Tempo per il Barrio è stata una delle esperienze che più mi ha fatto mettere i piedi per terra nell’ultimo anno. Ero uno studente di giurisprudenza e negli ultimi anni ho studiato in diversi Paesi a causa della guerra. Ero quindi già abituato ad adattarmi a posti nuovi, ma lavorare direttamente con bambini e adolescenti era una cosa completamente nuova.
Le mie giornate erano dedicate a organizzare partite di pallavolo e calcio, aiutare con i compiti e supervisionare i bambini durante le attività quotidiane del doposcuola del centro. Durante il periodo del campo estivo abbiamo fatto ancora più sport e giochi divertenti: giornate in piscina, sport, giochi. Sono arrivato con pochissima esperienza con i bambini e ho capito subito che le competenze più importanti qui erano altre: la pazienza, saper “leggere” una stanza piena di bambini con umori e bisogni molto diversi e capire come tenere impegnato un gruppo senza un copione da seguire.
Quello che mi ha sorpreso di più è stato quanto questi bambini, di background diversi e con prime lingue diverse, riuscissero a legare in modo così bello tra loro. Naturalmente parlavano tutti italiano in modo fluente (cosa di cui io non posso vantarmi), ma ho potuto vedere come comunicavano, come diventavano amici e formavano le squadre. Lo sport in particolare si è rivelato il terreno comune più facile, soprattutto la pallavolo e le competizioni sportive con altri centri. Ho usato il progetto anche come occasione per continuare a migliorare il mio italiano, che è ancora in evoluzione, e i bambini sono stati spesso più pazienti nell’insegnarmi le parole di quanto mi aspettassi. Credo che pronunciassi le parole italiane in modo un po’ buffo, quindi per loro era anche piuttosto divertente.
Mi si sono aperte di sicuro tante porte e ho avuto la conferma di una cosa in cui ho sempre creduto: fare l’educatore in un centro non è un lavoro facile. Io, che ero un volontario (quindi senza nemmeno gli stessi compiti degli insegnanti), in alcuni momenti ho faticato, e ho solo un enorme rispetto per tutte le persone che lavorano in questo ambito. Ho imparato molte soft skill e la capacità di adattarmi a un ambiente come questo. Sul lato più bello, ho anche viaggiato molto in Italia, passato 6 mesi e mezzo fantastici con i miei cari coinquilini ed esplorato una cultura italiana unica 🙂


