Ho avuto la possibilità di fare volontariato al centro giovanile QR52 a Baggio per circa 7 mesi.
Non avevo mai fatto volontariato prima e ricordo che, prima di partire, non mi aspettavo granché, visto che non avevo mai lavorato con i bambini. Eppure, fin dal mio arrivo, ogni singola cosa che facevo al centro aveva un senso. Non avrei potuto sognare un’esperienza migliore.
Con me lavorava anche Ola, una volontaria polacca, coinquilina e amica. Aveva un ruolo molto diverso dal mio, perché si occupava della parte di social media e comunicazione. Ci completavamo davvero a vicenda.
Ogni giorno facevamo un sacco di sport, musica e, ovviamente, compiti. Ogni tanto venivamo invitati a feste organizzate dalla comunità, a fare graffiti, ad andare a eventi sportivi, concerti all’aperto e così via.
Ho anche avuto la possibilità di andare in vacanza due volte a Premeno, in montagna vicino al Lago Maggiore, prima con i ragazzi delle superiori e poi con quelli delle medie. È stata una bella occasione per viaggiare per lavoro, ma la parte migliore è stata avvicinarmi e costruire legami più forti sia con i ragazzi sia con gli educatori.
Con il team di lavoro mi sono trovato davvero a mio agio con tutti i colleghi. Sentivo che venivo ascoltato e che i miei consigli contavano, anche se siamo solo volontari e non educatori.
La parte più bella di questa esperienza, e il suo cuore, è stata lavorare con i bambini. Ho costruito rapporti veri che non dimenticherò mai. Lavorare con bambini di background e origini diverse, eppure uniti, è il faro di speranza per l’umanità più luminoso che abbia mai visto. Quando ho lasciato la Francia pensavo che loro avrebbero imparato molto sugli altri grazie a noi volontari. Una cosa però è certa: io ho imparato molto più di quanto potessi immaginare su di loro. In particolare ho imparato tanto sull’autenticità e sulla spontaneità.
Per quanto riguarda i risultati ottenuti al centro, voglio partire da quelli concreti. Dopo qualche mese ho avuto l’opportunità di organizzare un torneo di scacchi. Prima ho fatto una presentazione generale (e divertente!) degli scacchi ai bambini. Ad alcuni interessava molto, ad altri per niente. Ma quelli a cui piaceva si sono divertiti a partecipare al torneo, competendo per un premio.
Mi ha anche portato tante soddisfazioni personali, come più fiducia in me stesso, più amore per me stesso e più sicurezza in generale.
Sarò per sempre riconoscente per questa esperienza di vita, che non dimenticherò mai.


